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Madonna è l’icona femminile della libertà, della provocazione, dell’anticonformismo. Cantante, discografica, artista, attrice di teatro e cinema, ha collezionato uno strabiliante palmares di record e riconoscimenti.

Per la rivista Rolling Stone è stata la 36° dei migliori artisti musicali di ogni tempo. Per la redazione Londinese è la 4°, prima tra le donne e sopra Aretha Franklin.

Billboard, ha pubblicato la classifica degli artisti che hanno avuto gli incassi dei tour più alti e Madonna è la star femminile che ha ottenuto maggior successo, con un 1 miliardo di dollari e un pubblico di 9.700.000 spettatori. Secondo la rivista americana Out Magazine, Madonna è tra le 12 più grandi icone gay femminili di tutti i tempi.

A tutti gli effetti è l’insuperata Regina del Pop della quale vogliamo però cogliere la fonte di tanta ispirazione per capire dove si annida, in lei, la creatività, l’eclettismo insieme alla inesauribile vitalità artistica.

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Nata il 16 agosto del 1958 nel Michigan, è terza di 6 fratelli. Il padre Silvio Ciccone è figlio di immigrati che lasciano Paterno (Aquila) nel ’19 per iniziare la loro avventura negli Stati Uniti. La mamma si chiama Madonna Louis Fortin di origini franco-canedesi. Quando Veronica Ciccone aveva 5 anni la mamma si ammalò di una malattia che la costrinse a letto e purtroppo poco dopo morì. Aveva trenta anni e lascio il marito i figli soli in una famiglia dove la piccola Veronica dovette crescere in fretta.

“Ricordo che mi sentivo più forte di lei. Ero così piccola eppure sembrava che fosse lei la bambina. Penso che questo fatto mi abbia fatto crescere più velocemente”

Dalla mamma non matura solo il nome d’arte ma anche un senso di inquietudine che si porterà dietro tutta la vita.

C’era tanto non detto, tante emozioni districate e irrisolte, rimorsi, sensi di colpa, senso di perdita, rabbia, confusione… ho visto mia madre, bellissima, giacere come se dormisse in una bara aperta. Poi, ho notato che la sua bocca aveva qualcosa di strano. Mi ci è voluto del tempo per capire che era stata cucita. In quel momento terribile, ho cominciato a capire quello che avevo perso per sempre. L’immagine finale di mia madre, al tempo stesso tranquilla e grottesca, mi perseguita anche oggi

Parole dette in prima persona che possono solo far immaginare il dolore di quella bambina e quanto sia stata capace di trasformare quel vissuto in energia creativa “senza freni” che forse dimostra, come spesso accade, quanto la grandezza nasca da un cono d’ombra.

La luminosa carriera della regina del pop si è mossa passo dopo passo, con scelte coraggiose, difficili, controcorrente in ogni sua provocazione, in ogni sua produzione si nasconde lo spessore di chi non delega all’apparenza ma vive profondamente ogni aspetto della propria opera, portando il pubblico a fare un passo in avanti  nello stile, nel costume e nel gusto. Ha riscritto le regole innovando, come solo i grandi artisti sanno fare. Sembra il Picasso o il Dalì del costume e il Warhol, trasformando, come nessun altro,  le sue performance in vere opere d’arte pop.

“la libertà è essere e dire quello che voglio e non quello che gli altri vogliono che sia”

Ogni sua opera sembra sfidare se stessa, le convenzioni come fosse l’unico modo perché un’artista possa esprimersi davvero e di questo la giovane Veronica Ciccone ne fa una dottrina.

Da promettente giovane liceale vince una borsa di studio in danza all’Università del Michigan ma dura poco perché all’età di 19 anni lascia l’università per trasversi con 35 dollari in tasca a New York inseguendo il sogno di diventare una ballerina professionista.

Solo un carattere forte e indipendente la portano a crederci, sempre, anche quando si mantiene con lavori umili per riuscire a pagarsi un stanza in un quartiere malfamato a New York e continuare a studiare danza. Persino quando, uscendo da una lezione, subisce un altro grande shock. Viene aggredita, derubata e violentata da un gruppo di balordi.

“Sono stata stuprata. Fu un’esperienza devastante, ma che mi ha fatto diventare più forte. È accaduto molto tempo fa e con il passare degli anni sono venuta a patti con quella storia e sono riuscita a superare lo shock.”

 

Madonna è come l’abbiamo conosciuta in seguito, non si perde d’animo e presto fonda una band con Dan Gilroy, prima nel ruolo di batterista, poi come cantante. Contemporaneamente partecipa a numerose performance con compagnie di danza moderna tra cui la Alvin Ailey and the Walter Nicks dancers. Presto vola a Parigi chiamata da Patrick Hernandez per partecipare come corista e ballerina al brano Born To Be Alive. Nel ’79 fa anche il suo debutto al cinema: con L’oggetto del Desiderio, un thriller erotico per il quale ottiene un compenso di soli 100 dollari. Nel 1980 decide di abbandonare i Breakfast Club e insieme al fidanzato Stephen Bray, fonda un gruppo chiamato Emmy.

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“Le persone non sanno ancora quanto io sia brava, ma lo scopriranno presto. Nel giro di qualche anno tutti lo sapranno. Ho progettato di diventare una delle star più grandi di questo secolo”

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Nel ‘80 rompe con Bray e inizia a scrivere e produrre brani dance cambiando genere. Madonna comincia ad essere un nome di una certa fama nei club della Grande Mela. Seymour Stein si accorge di lei e nell’82 la Sire Records pubblica il primo singolo di Madonna, Everybody e di seguito John Benitez produrrà Holiday, il suo primo successo, negli anni ottanta, una hit che entra in classifica anche in Europa.

Ma la svolta arriva nel ‘84 con l’album Like a Virgin, il boom planetario con 21 milioni di dischi venduti che insieme alla sua immagine anticonformista, indipendente e provocante compone il successo d’esordio della carriera pop più importante della nostra era.

 

 

 

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