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A Roma durante la settimana dell’Alta Moda si è voluto raccontare l’artigianato contemporaneo a Villa Poniatowski, attraverso il progetto A.I. Artisanal Intelligence.

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Un percorso che analizza la smaterializzazione e la reinvenzione, l’immateriale e l’inconsistente materializzato, per cercare tracce e nuovi segni con l’aiuto del preesistente.

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Un percorso costruito tra i costumi bianchi di Capucci per la Norma e le strutture che sorreggono l’abito storico crinoline o panier, biancheria autentica e abiti talari del 700 della Sartoria Farani, i costumi di Bussotti della Sartoria Annamode insieme ai giovani designer, nuovi “artigiani” che hanno esposto le loro collezioni. Tra le più interessanti sicuramente le borse e gli accessori di Tania Marta Pezzuolo per il brand Monteneri che usa la fibra di carbonio con pelle di vitello conciato al vegetale per costruire forme plastiche futuribili, i gioielli Voodoo Jewels dalle forme arcaiche e un po’ dark o quelli in diamanti e carbonio di Dome.

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Tanti i giovani designer che hanno esposto le loro collezioni trai quali Design Digest con i suoi gioielli architettonici, le borse dalle geometrie pulite e decise di Bistrusso ispirate ai temi della natura della Sardegna attraverso la sperimentazione del sughero e Sara Valente con i suoi plissé e i rilievi di pelle che generano eleganza e sensualità.

Proseguendo con le calze di 77 denari per Sensumlab caratterizzate da una stampa serigrafica artigianale e passate al telaio con disegni ispirati alle geometrie della natura e gli abiti di Florentina Isac portatori di una profonda analisi sentimentale di due mondi come l’austerità dell’Unione Sovietica e il decorativismo moldavo. Elise Perrotta che usa la lana come la ricerca grafica applicata alla maglieria, Maria Cristina Cerulli che crea una fusione di materiali tra trasparenze e pitonati, Hyun Oh che, attraverso una ricerca in maglieria, ritrae il suo modo di intendere una relazione e MAD.E di Ginevra Odescalchi in collaborazione con Elica Sartogo per SO, che ha creato una capsule dalle linee pulite con le stampe ispirate al guscio delle conchiglie Conus dai toni caldi animalier presentata con le maschere della sartoria teatrale Slow Costume della costumista Giovanna Buzzi.

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Un percorso avvincente e affascinante che vuole ripercorrere un passato fatto di grandi costumi insieme ad un presente fatto di sperimentazione e una reinvenzione di forme e materiali.

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