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Una delle iniziative più interessanti, durante AltaRoma, è stato il Premio Talents ’15, un contest per gli studenti dell’Accademia di Costume e di Moda di Roma che durante l’anno accademico hanno preparato 10 piccole collezioni guidati dal direttore didattico Andrien Yakomov Roberts, dal coordinatore accessori Luigi Mulas e da Lupo Lanzara, direttore generale dell’Accademia.

Dieci studenti che ambiscono a diventare affermati fashion designer, hanno preparato delle capsule collection innovative, anticonformiste e di buon gusto giocando con le contaminazioni culturali ben rappresentate dai materiali poveri che si fondono in armonia con altri preziosi, tutto con coerenza stilistica e grande personalità.

La cosa che stupisce è la maturità di questi ragazzi che non hanno concesso quasi nulla alle logiche commerciali e alla “moda”,  che sembrano invece ingombrare la creatività di molte grandi firme. Qualcosa atto a mostrare una nuova strada, un nuovo modo di pensare. L’uso dei materiali, le lavorazioni artigianali insieme alle invenzioni creative si oppongono con naturalezza e praticità a un mondo globalizzato che sembra d’improvviso più vecchio e superato.

La giuria che ha avuto il compito di giudicare il lavoro dei giovani designer, era composta da Silvia Venturini Fendi (Presidente Altaroma), ed in ordine alfabetico, Giampiero Arcese (Design Coordinator Armani Collezioni Donna) Livia Carimini (Assistante Haute Couture Maison Valentino), Davide Dallomo (Fondatore e Presidente Lagente Milano), Marco Falcioni (Head of Designer Diesel Male), Deanna Ferretti (Modateca Deanna), Maurizio Galante (Designer Couturier), Giovanna Gentile Ferragamo (Vice Presidente Salvatore Ferragamo), Simonetta Gianfelici (Fashion consultant e Talent scout), Stella Jean (Fashion Designer), Laura Lusuardi (Fashion Coordinator Max Mara), Raffaello Napoleone (CEO Pitti Immagine).

Ma torniamo ai giovani designer e su Lucrezia Abatzoglu, Andrea Alfidi, Federico Bucari, Domizia Deiana, Margherita Feliciangeli, Federica Foglia, Debora Fossaceca, Tommaso Fux, Silvia Stefanucci vince Nicolas Martin Garcia con la collezione Lolita “Il tema nasce dalla volontà di dimostrare che nella moda e nella società, attraverso l’uso controllato dell’ironia, si può giocare a creare e ad abbattere generi ed età”. 

Menzione speciale anche alla collezione di accessori di Silvia Stefanucci, Plastic N°5, che si fa portavoce di un modo di vivere controcorrente e sovversivo, sempre on the go, capace di adattarsi al contingente.

Giovanna Gentile Ferragamo ha consegnato all’ex alunno Marco Mastroianni il Premio Irene Brin, giunto alla sua 46° edizione. Una carriera professionale iniziata in Itierre SPA nell’ ufficio prodotto Dolce & Gabbana, continuata con Romeo Gigli, poi Prada e infine dal 2010, in Louis Vuitton dove è responsabile creazione materiali.

Non sappiamo se quei ragazzi diventeranno professionisti del fashion system ma certamente hanno molto altro da dire.

 

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